Progetti

Machaka Project

Il Machaka Project nasce nel villaggio di Machaka, da cui prende il nome, e nel tempo si estende anche alla vicina comunità di Kiirua.

È un progetto nato dall’incontro e cresciuto attraverso la collaborazione con le Suore di Santa Teresa del Bambin Gesù, con l’obiettivo di accompagnare le comunità verso condizioni di vita migliori e, soprattutto, verso una maggiore autonomia e capacità di costruire il proprio futuro.

Non assistenza, ma possibilità

Possibilità di studiare, di curarsi, di acquisire competenze, di lavorare e di costruire percorsi di crescita che possano durare nel tempo.

Per questo il progetto si sviluppa attraverso interventi diversi ma profondamente connessi: istruzione, formazione professionale, assistenza sanitaria, infrastrutture e opportunità di lavoro.

L’obiettivo non è sostituirsi alle comunità, ma camminare al loro fianco, creando insieme le condizioni perché possano diventare sempre più protagoniste del proprio sviluppo.

Raccontare il Machaka Project è raccontare di relazioni.

Non è solo un progetto, è una rete di relazioni che cresce ogni giorno, da anni ormai. Il Machaka Project oltre ad essere un progetto di sostegno per tanti è diventato infatti negli anni un vero e proprio sistema di valori che si cerca di trasmettere a chi ne beneficia. Reciprocità, solidarietà, senso di comunità e soprattutto relazioni.

Ogni incontro è una possibilità di crescita, ogni legame una forza per costruire insieme.

Perchè il vero cuore del Machaka Project sono le persone!

Cuori che battono tra le colline del Kenya

Tra pendii verdi, strade polverose e panorami che tolgono il fiato, sorgono i villaggi in cui Trame Africane opera ogni giorno. Luoghi dove la vita scorre semplice ma segnata dalla povertà, e dove l’accesso a cure, istruzione e opportunità non è mai stato scontato. Qui, grazie a progetti concreti e alla forza delle persone, i sogni prendono forma e il futuro inizia a cambiare.

Machaka

Il luogo dove un sogno ha smesso di essere solo immaginato e ha trovato mani, volti, tempo, cura.

È lì che la nostra storia ha iniziato a prendere forma, tra fili intrecciati, ascolto, piccoli passi e tanta realtà.
Non tutto era chiaro, non tutto era semplice.
Ma c’era già tutto ciò che serviva: presenza, fiducia, desiderio di restare.

Machaka è un villaggio di circa 8.000 persone che sorge alle pendici del monte Kenya nella regione del Meru, a 2300 metri di altezza. D’inverno il clima è rigido e durante la stagione delle piogge, tutto è invaso dal fango.

Quando siamo arrivati a Machaka, abbiamo incontrato una comunità in cui le condizioni di vita erano estremamente difficili.

Le famiglie vivevano in abitazioni essenziali, spesso costruite con fango e legno, dove lo stesso spazio veniva utilizzato per dormire, mangiare e cucinare. L’acqua era difficile da raggiungere, i servizi igienici quasi inesistenti e le condizioni igieniche contribuivano alla diffusione di malattie e infezioni.

A pagare il prezzo più alto erano soprattutto donne e bambini. Le donne percorrevano lunghe distanze per procurarsi acqua, legna e cibo; molti bambini trascorrevano le giornate senza poter frequentare la scuola e senza avere spazi adeguati in cui crescere e giocare.

Questo è ciò che abbiamo trovato. Da qui siamo partiti.

Non con la pretesa di cambiare una comunità dall’esterno, ma con la volontà di ascoltare, incontrare e costruire insieme.

Così, giorno dopo giorno, a Machaka sono nate opportunità, relazioni e nuove possibilità: percorsi di studio, formazione, lavoro, assistenza e cura.

Oggi Machaka racconta anche questo cammino.

Tra i suoi sentieri, negli anni, Trame Africane ha intrecciato ascolto, fiducia e collaborazione. E insieme alle persone che abbiamo incontrato, alcuni sogni hanno iniziato a diventare realtà.

Machaka non è solo un luogo. È un cammino condiviso. È il punto da cui siamo partiti e da cui continuiamo, ogni giorno, a costruire nuove possibilità.

Kiirua

Kiirua si trova all’inizio della strada che conduce al villaggio di Machaka.

A oltre 2.000 metri di altitudine, sulle pendici del Monte Kenya, sorge su un’antica colata lavica che ne caratterizza il terreno scuro e fertile. Un territorio di grande bellezza, dove per molto tempo l’accesso all’acqua, ai servizi sanitari e alle opportunità di lavoro è stato limitato e dove molte persone non potevano ricevere cure adeguate e tempestive.

Un luogo che cura e fa crescere

La costruzione del St. Theresa Mission Hospital ha segnato un punto di svolta per la comunità.

Oggi migliaia di persone possono trovare cure mediche di qualità vicino a casa, senza dover affrontare lunghi spostamenti per ricevere assistenza.

Ma il St. Theresa Mission Hospital non è soltanto un luogo di cura.

È diventato nel tempo anche un luogo di formazione e di lavoro, capace di creare nuove competenze e opportunità all’interno della comunità.

Accanto all’ospedale sono così cresciuti percorsi di formazione sanitaria e nuove professionalità, creando un legame concreto tra cura, conoscenza e autonomia.

Kiirua è oggi un punto di riferimento sanitario per migliaia di persone e una realtà che continua a crescere insieme alla comunità che la circonda.

Perché costruire una struttura significa creare uno spazio. Costruire possibilità significa farla vivere nel tempo.

Il Dispensario di Machaka

Fino al 2003 l’unico presidio sanitario presente a Machaka era una casetta di legno che le suore stesse avevano costruito all’interno della missione. A causa del rapido diffondersi di malattie infettive, in particolare l’AIDS, si è ritenuto opportuno dare la precedenza all’emergenza sanitaria, per cui in quello stesso anno è stata completata, grazie anche al contributo dell’Associazione Bambini del Kenya di Cureglia (Svizzera), la costruzione di un Dispensario , che funziona come pronto soccorso e come centro vaccinazioni. Successivamente lo stesso dispensario è diventato sede di corsi di formazione ed educazione igienico-sanitaria e sessuale, diretti in particolare alle donne. Corsi pensati per favorire la diffusione delle principali misure igienico-sanitarie di base relativamente all’alimentazione, all’uso dell’acqua, all’igiene personale e delle abitazioni e per educare alla prevenzione di malattie sessualmente trasmesse.

Accolto in un primo tempo con diffidenza, oggi il Dispensario è diventato un punto di riferimento per le famiglie del villaggio, diventando in breve tempo economicamente autosufficiente, pur essendo minimo il costo di ogni prestazione sanitaria.

Dispensario di Gitare

Gitare è un villaggio della contea di Nakuru, a circa 16 chilometri dalla città di Gilgil.

Un territorio rurale, difficile da raggiungere soprattutto durante la stagione delle piogge, quando l’assenza di strade asfaltate rende gli spostamenti ancora più complicati. Per molto tempo la comunità ha vissuto in una condizione di isolamento, senza servizi sanitari e sociali nelle immediate vicinanze.

La struttura sanitaria più vicina si trovava a circa 16 chilometri dal villaggio: una distanza che può diventare enorme quando si ha bisogno di cure, soprattutto per una donna in gravidanza, un bambino o una persona che necessita di assistenza urgente.

Una struttura attesa dalla comunità

La Diocesi Cattolica di Nakuru ha messo a disposizione delle Suore un terreno di circa quattro acri per realizzare una struttura sanitaria.

Da quel momento è iniziato un percorso condiviso tra le Suore e Trame Africane. Realizzare un dispensario in un luogo privo di acqua ed elettricità significava affrontare difficoltà importanti, ma significava soprattutto rispondere a un bisogno concreto della comunità.

Oggi anche Gitare ha il suo dispensario.

La struttura offre laboratorio di analisi, primo soccorso, una piccola farmacia, assistenza prenatale, assistenza infantile e uno studio dentistico.

Un luogo che prima non c’era e che oggi permette a tante persone di trovare cure e assistenza senza dover affrontare un lungo viaggio.

A Gitare, la distanza dalle cure si è accorciata. E con essa si sono aperte nuove possibilità per tutta la comunità.

“La mia più grande ambizione è che ogni bambino in Africa vada a scuola perché l’istruzione è la porta d’ingresso alla libertà, alla democrazia e allo sviluppo“
(Nelson Mandela)

L’istruzione come unica strada per sradicare la povertà e promuovere il progresso: questa l’idea alla base del nostro progetto di educazione scolastica a Machaka.

Fin dai primi colloqui con gli abitanti del villaggio ci si è resi conto che il principale desiderio della maggior parte di essi era quello di permettere ai giovani di acquisire delle competenze che solo lo studio poteva dare; perciò quella di garantire un’adeguata istruzione ai ragazzi del villaggio è diventata la seconda priorità dell’associazione.

In collaborazione con i partner locali, offriamo un percorso d’istruzione strutturato in modo tale da accompagnare i ragazzi dall’asilo alle scuole superiori fino all’Università.

ASILO

Nel 2004, all’interno della Missione delle Suore di Santa Teresa, è nato un asilo dedicato ai bambini dai 2 ai 5 anni.

Utilizzando le aule della Missione, l’asilo offre ai più piccoli un primo percorso di scolarizzazione e, soprattutto, un ambiente sano, sicuro e accogliente in cui crescere.

BORSE DI STUDIO

Studiare può cambiare il modo in cui una persona guarda al proprio futuro.

Per questo il Machaka Project ha scelto di investire nell’istruzione, offrendo borse di studio a ragazze e ragazzi che, senza un sostegno, non avrebbero la possibilità di proseguire il proprio percorso scolastico.

VOCATIONAL TRAINING CENTER

Per molte ragazze di Machaka, continuare gli studi significava anche poter acquisire competenze concrete per entrare nel mondo del lavoro e costruire una maggiore autonomia. Per questo è nata la Domestic School, un percorso biennale che affiancava alle materie scolastiche la formazione pratica in taglio, cucito e lavori a maglia.

COMPUTER CLASS

Istituita nel 2015, la Computer Class offre ai ragazzi del villaggio di Machaka e dei villaggi limitrofi, la possibilità di sviluppare competenze informatiche per arricchire ulteriormente il proprio bagaglio di conoscenze.

Crediamo nel lavoro come strumento di dignità, autonomia e crescita.

Creare opportunità di lavoro significa offrire alle persone la possibilità di mettere a frutto le proprie capacità, costruire il proprio futuro e contribuire alla crescita della propria comunità.

Per questo, nel Machaka Project, la formazione e il lavoro sono parte di uno stesso percorso: imparare, acquisire competenze, lavorare e diventare protagonisti del proprio cammino.

Perché un lavoro non è soltanto un reddito.

È la possibilità di scegliere, progettare e costruire.

LABORATORIO PERLINE

A Kiirua è stato avviato un laboratorio per la realizzazione di oggetti in perline, pensato per offrire ad alcune ragazze-madri la possibilità di avere un lavoro che le renda indipendenti. Ragazze con alle spalle storie di violenza, di prostituzione e di degrado familiare, tutte spinte dalla voglia di lasciarsi tutto alle spalle e di ritrovare grazie al lavoro la dignità perduta. Il laboratorio si autofinanzia attraverso la vendita di oggetti tipici della cultura africana, che diventano gadgets e bomboniere solidali per noi dell’Associazione.

LABORATORIO TESSILE

Il laboratorio tessile nasce dalla Domestic School, il percorso di formazione che negli anni è cresciuto fino a diventare l’attuale Vocational Training Center.

Oggi è soprattutto uno spazio di lavoro per le donne della comunità di Machaka e per alcune ragazze che hanno imparato il mestiere nei corsi di taglio e cucito.

Qui donne e ragazze mettono a frutto le proprie competenze realizzando abiti, accessori e oggetti in tessuto africano. Gran parte di queste creazioni diventano gadget e prodotti di Trame Africane.

“Non esitono grandi scoperte nè reale progresso
finché sulla terra esiste un bambino infelice”
(Albert Einstein)

Ryan, Ezra, Carol, Lucy, Caddy, sono solo alcuni dei nomi che si nascondono dietro quei sorrisi, quegli occhi, quell’innocenza che vive nell’ Orfanotrofio di Machaka.

Un progetto avviato già dalle Sisters prima del nostro “arrivo” a Machaka, l’orfanotrofio Casa Madre Maria Zanelli, accoglie sia bambini orfani, sia bambini i cui genitori non sono in grado di assisterli vivendo situazioni di estremo disagio. Qui i bambini ricevono tutte le cure, l’assistenza e l’amore di cui hanno bisogno. Da subito Trame Africane ha provveduto, all’occorrenza , a sostenere l’orfanotrofio sino ad arrivare al 2010 quando si è presa carico dell’intero progetto provvedendo al suo totale sostentamento.

Gli orfani di entrambi i genitori e senza parenti prossimi, restano nell’orfanotrofio sino all’età di tre/quattro anni per poi essere immessi in case famiglia o strutture similari inseriti in circuiti di adozione sia nazionali che internazionali.

Per quelli invece che hanno un genitore e un qualche parente, in accordo con essi, è previsto il ritorno a casa. In entrambi i casi i bambini continuano ad essere accompagnati nella fase di re-inserimento familiare, sociale con visite a casa, nelle case famiglia e , ove necessario, sostegno scolastico attraverso il progetto borse di studio.

I bimbi iniziano qui anche un primo percorso di scolarizzazione frequentando l’asilo nella stessa missione delle Sisters a Machaka. Questo permette loro di acquisire le prime basi dell’apprendimento formale così da non trovarsi in difficoltà quando inizieranno la scuola.

“Una famiglia che ha presso di sé un anziano ha presso di sé il più bello degli ornamenti e il più prezioso dei tesori”
(proverbio cinese)

Gli anziani sono la memoria di una comunità. Custodiscono storie, saperi e legami che attraversano le generazioni.

Esserci per loro significa prendersi cura di chi è più fragile, di chi è solo, di chi è malato e di chi, nonostante l’età, continua a rappresentare un punto di riferimento per la propria famiglia e per il proprio villaggio.

Dal 2004, il progetto Poor Aged accompagna gli anziani della comunità di Machaka, offrendo un sostegno continuativo per la loro alimentazione e la loro salute.

La cura passa innanzitutto dalla presenza. Le Suore e il loro team si occupano di visite e assistenza anche direttamente nelle abitazioni, mentre il dispensario della Missione garantisce l’accesso alle cure mediche.

Il progetto assicura inoltre durante tutto l’anno un contributo alimentare: ogni quindici giorni vengono distribuiti fagioli, farina di mais, verdure e frutta.

Ma esserci significa anche non lasciare sole le persone.

Perché prendersi cura di chi ha custodito una comunità significa custodire, a nostra volta, una parte della sua storia.

“Da soli possiamo fare così poco; insieme possiamo fare così tanto”

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