Oggi lasciamo che sia una di loro a raccontarvi cosa significa.

Quando arriva un anniversario importante è naturale fermarsi. Guardarsi indietro. Ripercorrere la strada fatta. Ricordare i traguardi raggiunti.
Anche noi avremmo potuto farlo. Avremmo potuto raccogliere fotografie, numeri, raccontare i progetti realizzati in questi venticinque anni.
Ma ci siamo accorti che nessuna parola scritta da noi avrebbe raccontato davvero chi è Trame Africane.
Così abbiamo scelto di lasciare spazio alla voce di una persona che ha incrociato il nostro cammino.
Quella persona è Godfrey.
Quando lo abbiamo conosciuto era un giovane infermiere del St. Theresa Mission Hospital di Kiirua.
Aveva un desiderio: specializzarsi in oncologia per poter offrire cure migliori ai pazienti della sua comunità. Grazie a una borsa di studio sostenuta da Trame Africane, quel desiderio è diventato realtà.
Oggi Godfrey accompagna ogni giorno pazienti e famiglie nel momento più difficile della loro vita.
La scorsa settimana ci ha inviato una lunga lettera. L’abbiamo letta con emozione. Perché, senza mai voler raccontare la nostra associazione, nelle sue parole abbiamo ritrovato tutto ciò che in questi venticinque anni abbiamo cercato di costruire.
La fiducia nelle persone. L’educazione come opportunità. L’autonomia. La dignità. Le relazioni che continuano a generare vita.
Alla fine della sua testimonianza scrive:
“Grazie per credere nelle persone. Grazie per investire nell’educazione. Grazie per vedere possibilità dove altri vedono limiti. Grazie per dare speranza dove la speranza sembrava perduta.“
Quelle parole ci hanno commossi. Perché parlano di Trame Africane. Ma parlano anche di tutti voi. Di chi ha scelto di esserci. Di chi ha sostenuto un progetto. Di chi ha condiviso un’idea. Di chi, in questi venticinque anni, ha creduto insieme a noi che investire nelle persone sia il modo più bello per costruire il futuro.
Oggi, nel giorno del nostro compleanno, non vogliamo festeggiare un traguardo.
Vogliamo condividere con voi questo dono: la storia di Godfrey.
Perché, forse, racconta meglio di qualsiasi discorso chi siamo e perché continuiamo a fare ciò che facciamo.
Buona lettura.





